MALATTIE

Qui vengono accennate solo alcune delle malattie che normalmente possono colpire le caprette tibetane. Rabbia, Nematodi gatro-intestinali e rogna sono solo alcune delle malattie che possono esser contratte e trasmesse dalle caprette. Riporto qui solo queste tre perchè possono essere, tra quelle più diffuse su cui è necessario intervenire, fra le più riconoscibili e debellabili anche con cure non particolarmente complicate (salvo la rabbia)

 

Bisogna prestare attenzione che, come per tutti i mammiferi e la maggior parte degli animali in generale, alcune di queste possono essere trasmissibili all'uomo o ad altri animali.

 

Alla stessa maniera altri animali o lo stesso uomo possono essere vettore di contagio per le caprette.

 

Considerate comunque che fra tutti gli animali allevati dall'uomo le caprette sono fra i più robusti e meno attaccabili dalle malattie. Inoltre sono quelle che più difficilmente rappresentano un vettore per l'uomo.

 

L'argomento è trattato molto più approfonditamente nel libro (cfr. "Libri").

 

In caso di necessità si raccomanda di consultare sempre veterinari (meglio se specializzati in ovini e caprini).

 

 

    

       

      

 

 

 

MALATTIA COS'E' COME SI CONTRAE COME SI CURA
Rabbia Attacca il sistema nervoso causando danni letali ad i mammiferi. Si può trattare solo se appena contratta; una volta che il virus ha raggiunto il cervello non c'è più niente da fare. E' difficile capire se una capretta ha contratto la rabbia. Alcuni dei sintomi più evidenti sono il barcollamento, stato confusionale ed insolita aggressività. Inoltre può provocare una sete eccessiva ed incapacità di bere e mangiare correttamente. Vive nella saliva e si trasmette tramite il morso. Maggiori vettori sono gli animali selvatici (soprattutto quelli notturni). Attualmente non esiste un vaccino per le capre così si può usare quello delle pecore. Le caprette possono trasmettere la rabbia ad i padroni solo se la saliva di un'animale malato entra in contatto con una ferita aperta. Anche gli animali morti possono trasmettere la rabbia.
Nematodi

gastro-

intestinali

Si tratta di vermi  che parassitano l'intestino dei mammiferi. In particolare l'Haemonchus contortus è uno dei parassiti più pericoloso per i ruminanti. Può attaccare in tutti gli stati di accrescimento delle caprette.  Una volta ingerito, il parassita può rimanere a lungo nello stato latente. Per alimentarsi di solito l'H. c. usa il sangue del loro ospite provocandone forti anemie. Gli altri nematodi gastrointestinale sono, in genere, meno aggressivi e provocano danni alle mucose, inappetenza e diarrea. E' molto difficile individuare il verme allo stato di latenza. In genere lo sviluppo delle larve si ha in primavera. In genere questi parassiti specifici attaccano solo gli ovini e i caprini. Questi parassiti si manifestano soprattutto in luoghi con inverni relativamente caldi. Si trasmette dagli animali tramite le uova contenute nelle feci degli animali malati. L'infezione avviene tramite ingestione involontaria del verme insieme al cibo (di solito l'erba). Per poter essere igerito deve però prima liberarsi dagli escrementi nel quale è contenuto e ciò avviene, di solito, a causa della pioggia. Uno dei primi rimedi è quello di trattare le caprette con appositi medicinali, quali gli antelmintici. Vanno quindi ripetuti diversi cicli di cure per colpire anche le uova nelle forme latenti. Il ciclo di cure andrebbe ripetuto ogni 10-15 giorni. In ogni caso,in assoluto, la prima cosa da fare è quella di non fare mangiare più gli animali negli stessi luoghi si erano alimentati fino a quel momento; questo poichè,  facilmente, esistono altri parassiti nella zona, portati anche dallo stesso animale infetto.
Rogna Si tratta di un una forma di malattia provocata da alcune specie di acari. In particolari si dividono in tre forme a seconda del parassita specifico: la Rogna Demodettica (provocata dal  Demodex cati), quella Notoedrica (provocata dal Notoedres cati) e quella Otodettica (dall'Ododectes cynotis). E' una malattia contagiosa i cui segnali più evidenti sono delle forme di incrostazioni (che potrebbero essere scambiate per funghi) tutto intorno a orecchie ed occhi, e, qualche volta, alle zampe. L'uomo ne è difficilmente contagiato, salvo contatto frequente e prolungato con l'animale infetto. Si tratta di una malattia contagiosa trasmessa per contatto diretto dai mammiferi. Tra individui,  che vivono anche a contatto diretto, non è automatico il contagio, soprattutto se trattato in breve tempo Occorre una terapia ad uso topico (prescritta necessariamente da un veterinario) con spugnature di antiparassitori. Nei casi più acuti è richiesta anche una copertura a base di antibiotici. Non sono infrequenti, nei soggetti meno gravi, i casi di autoguarigione. E' sempre e comunque importante una frequente pulizia della zona infetta, soprattutto del condotto uditivo